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Il Milan affronta un costo di 13 milioni di euro a causa di recenti licenziamenti, in una fase cruciale per il futuro del club. Ecco perché questa situazione potrebbe cambiare radicalmente le strategie della società nel breve termine.
Ieri si è svolto un consiglio di amministrazione a Casa Milan, reso necessario dalla rivoluzione che ha portato all'esonero di Giorgio Furlani. Nonostante il comunicato parli di “effetto immediato”, Furlani rimarrà nel CDA fino al 30 giugno per garantire la continuità operativa. Nel frattempo, Gerry Cardinale e Zlatan Ibrahimovic sono al lavoro per trovare un nuovo CEO.
I costi dei recenti esoneri pesano notevolmente sulle finanze del club. La separazione da Massimiliano Allegri, dopo un solo anno, costa 9 milioni di euro lordi. Il licenziamento di Furlani si traduce in un impatto di circa 10 milioni di euro lordi, considerando il suo stipendio di 3 milioni netti e i bonus. Anche il direttore sportivo Tare e il direttore tecnico Moncada contribuiranno ai costi, portando il totale a 13 milioni di euro.
Il consiglio di ieri indica che la situazione è ancora in evoluzione e ulteriori decisioni potrebbero essere all'orizzonte.

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