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Gianluca Rocchi potrebbe non presentarsi il 30 aprile negli uffici della Procura di Milano per l’inchiesta che lo coinvolge, insieme ad Andrea Gervasoni, indagato per frode sportiva. Questa decisione potrebbe cambiare radicalmente il corso delle indagini e la strategia difensiva di entrambi.
Attualmente, la convocazione appare anomala, priva di riferimenti chiari riguardo ai reati contestati. I legali di Rocchi e Gervasoni, Antonio D’Avirro e Michele Ducci, stanno valutando la situazione, sottolineando l'incertezza di un invito «al buio». La scadenza per l'inchiesta è fissata al 26 aprile, ma il pm Maurizio Ascione ha richiesto una proroga al Gip, che è probabile venga concessa. Se i termini non verranno rispettati, gli atti investigativi potrebbero risultare inutilizzabili.
Rocchi, dopo la pressione mediatica, si è ritirato in casa, definendosi «umanamente umiliato e offeso», mentre Gervasoni mantiene un profilo basso. Non ci sarebbero intercettazioni legate al caso, ma si vocifera di un'inchiesta parallela sui rimborsi arbitri che potrebbe influire sulla situazione. La tensione è palpabile e il tempo stringe per i

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